Parole

Cerco di usare invano parole, attrezzi impropri per scalfire il vuoto che inonda. Sono solo segni a matita su una pagina bianca, un tentativo di riempire, lasciando tracce sparse, irripetibili. Come se si potesse dare corpo ai pensieri, che invece hanno solo anima. Inutile premere sul foglio.

da “Solitudini pensose”, 2020

didascalie

Ne ho lasciata qualcuna, una sequenza che potrei definire casuale. Anche se nulla, in realtà, è mai per caso. E poi, cos’è veramente il caso, se non tutto ciò che accade prima che possiamo accorgercene ? Ne è uscita una semplice pagina di appunti, ognuno con la propria didascalia. Forse tutto ciò che mi rimane di un viaggio.

(Mi piacciono le abbreviazioni, le sintesi, in generale. I nomi delle città in tre lettere, ad esempio: qui mi trovavo a CPH)

13 aprile 2018. Due giorni prima, pubblicai questa foto. Due giorni prima dell’ultimo istante. La leggo anch’io solo ora, trovata in archivio, e mi inquieta guardarla, pensando che c’eri. L’atmosfera è presagio dell’istante imminente, dopo il quale tutto sarebbe cambiato. L’immagine sapeva, io no.

Due giorni prima.

– Veglierai su di me per il resto della mia vita. – (mamma)

Manichini-umani o Uomini-manichini ?