La notte altrove

(in un luogo senza nome, passo dopo passo, in mezzo a luci straniere)

6 pensieri su “La notte altrove

  1. Marilyn

    L’ho chiamata Marilyn, come Marilyn Monroe. Era bella da mozzare il fiato. Non era bionda no, ma mi aveva fatto perdere la testa. L’avevo vista la prima volta solo qualche notte fa fuori dal Wonderland. Facevo il turno di notte. Ero dietro ad un piccolo spacciatore, uno nuovo entrato da poco nel vecchio giro, volevo spaventarlo un po’, giusto per fargli capire di chi poteva fidarsi…E lei era uscita dalla porta principale, dentro un vestito rosso anni 50. Mi sono innamorato di lei all’istante. Chi era? Non era una di Down Georgia, no davvero. Aveva classe da vendere, sapeva di aristocratico e ribelle insieme. Marilyn aveva attraversato la strada e si era avviata con passo deciso nella mia direzione. Ero in macchina. Stavo osservando i movimenti di Jimmy Numero Tre, Jimmy era il nome che davo ai pusher novellini, aveva appena stretto la mano a un tizio in giacca e cravatta con la faccia da avvocato, e lei entrò diretta nel mio campo visivo. Lo riempì tutto. Il mondo intorno si fermò, la vidi. I capelli raccolti, il viso truccato con gusto, il rossetto rosso che su di lei non aveva alcuna traccia di volgarità, le spalle perfette, un filo di perle intorno al collo. Mentre registravo ogni singolo dettaglio di lei, mi accorsi che Jimmy era risalito sulla sua auto solo quando la Ford verde mi passò accanto, sfrecciando in direzione sud. Jimmy per quella sera era andato e Marilyn, raggiunto il marciapiede, si stava allontanando. Scesi dall’auto, mi guardai intorno. La solita coda per entrare al Wonderland. Riconobbi Jenny Parker della Buoncostume in un abitino blu elettrico che lasciava ben poco all’immaginazione, probabilmente quella dritta sul giro di squillo russe aveva funzionato. Decisi di seguirla. Allungai il passo, per guadagnare una distanza sufficiente e poterla tener d’occhio. Svoltò a sinistra in Lynford Street e poi subito a destra in un passaggio pedonale tra due edifici sedi di qualche banca o assicurazione. Non c’era più nessuno. Sbucò in uno spazio silenzioso, di cui ignoravo l’esistenza. C’era una panchina sotto un lampione. Marilyn si sedette proprio lì ed io, come se fosse la cosa più naturale del mondo, mi accomodai accanto a lei.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...