Le note di Amazing Grace volano dietro il velo dei miei occhi ancora gonfi di lacrime. Gioia e dolore non riescono a liberarsi da quell’abbraccio che li incatena.

(Non potete capire, voi pochi che forse leggerete per caso queste righe in rete. In fondo è bello che il blog sia un luogo così personale da contenere cose private, senza spiegazioni, senza valore oggettivo, tantomeno universale. Col solo scopo di ricordare a me che scrivo che la memoria è fatta di tanti piccoli scarabocchi, disposti immutabilmente uno dopo l’altro.)

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