da Italia inside out (tempo 1)

Del mezzo migliaio di immagini della mostra, ripongo qui i miei primi ricordi, i frammenti su cui ha indugiato più a lungo e profondamente il mio guardo, senza ordine, senza premeditazione. Perché il piacere nasce dall’istinto, ed ognuno ha il proprio.

In ordine di apparizione:

Luigi Ghirri – VIA EMILIA 1985-1989, Marina 1986, Formigine 1985, Cittanova 1985

Silvia Camporese – LA TERZA VENEZIA 2011

Mario Cresci – FUORI DAL TEMPO 2009

Domingo Milella – PUGLIA 2008-2010, Polignano a mare, 2008

Shobha – GLI ULTIMI GATTOPARDI. SICILIA 1995-1999, Donna Paola Camerata dei baroni di Casalgismondo, palazzo Ugo delle Favere Mascherina, Palermo, 1998

Toni Thorimbert – BAMBINI DI PIOLTELLO 1974

Pietro Donzelli – TERRA SENZ’OMBRA. DELTA DEL PO 1951-1960, Giorno di festa, 1954

Marta Sarlo – L’AQUILA 2009, Tra le macerie si cercano sopravvissuti. L’Aquila, 6 aprile.

Gianni Berengo Gardin – VENISE DES SAISONS 1958-1960

Ugo Mulas – CALABRIA 1957-1958, Cooperativa di pescatori a Bagnara

Mario Giacomelli – PAESAGGI MARCHIGIANI 1964-1974

Guido Guidi – BARLASSINA 1996, Zona industriale adiacente alla linea ferroviaria Milano-Como

Letizia Battaglia – BAMBINE. PALERMO 1979-1986, Baucina. La bambina e il pecoraio, 1986

Mimmo Jodice – ANAMNESI 1990

In America con Wenders

Oggi annoto sul mio taccuino la visita ad una mostra memorabile: America, fotografie di Wim Wenders. Un percorso di viaggio attraverso paesaggi urbani e naturali, architetture ed ambienti di grande potenza narrativa, dedicato ad Edward Hopper, riferimento artistico dell’autore. Il grandissimo formato di molte stampe in mostra ha reso l’esperienza oltremodo coinvolgente. Trovate i dettagli dell’evento a questo link: http://www.wimwendersvillapanza.it

“Non ci sono molte persone nelle mie fotografie. Non perché mi disinteressi della nostra specie, al contrario! È solo che trovo più stimolante vedere le tracce lasciate dalle persone e lasciare che siano i luoghi a parlare. Sono convinto che strade, case e paesaggi sappiano parlare di noi in maniera molto eloquente. Ci hanno osservato con pazienza. Ci guardano per tutto il tempo…”

Wim Wenders