Parole

Cerco di usare invano parole, attrezzi impropri per scalfire il vuoto che inonda. Sono solo segni a matita su una pagina bianca, un tentativo di riempire, lasciando tracce sparse, irripetibili. Come se si potesse dare corpo ai pensieri, che invece hanno solo anima. Inutile premere sul foglio.

da “Solitudini pensose”, 2020

Non ho parole

Non voglio aggiungere parole oggi, come quando spengo la radio per restare ad ascoltarmi, senza cercare di capire. Voglio che le immagini si svuotino, guardandole, o invece assorbano insensatamente ogni ipotesi. È il non detto che cerco, ostinatamente.

Ancora sere

Cammino ancora, penso che la sera sia la ricchezza dei giorni uguali. Cammino e non cerco sogni in particolare, eppure riconosco la luce, come il volto amico di qualcuno. E il mio sguardo semplicemente si allarga, per lasciare passare, per cercare di contenere l’insieme. Quando guardare mi riesce come assaporare, in ognuno di quei piccoli momenti, sono felice.

Solo sere

Non potrei camminare con qualcuno, la sera. Ho bisogno per un po’ di solitudine, per compiere il mio giro attraverso le immagini. Riesco a malapena a fissarne qualcuna, la ritrovo per puro caso, abbandono ogni ordine logico. Eppure ogni quadro è la tessera di un puzzle, nascosta qua e là nel mio caos.

Quando è sera…
la strada è una casa
il mondo è dentro
si apre la porta della notte
è un giorno artificiale
si raggiunge un limite
anche la finestra è accesa
esce luce
è vigilia di domani
si aprono strade impossibili
la luce è forma
e qualcosa rimane
un sogno è vicino
poco è molto
piove luce da un centro
esce luce
non ci sono confini
dietro l’angolo
è un altro tempo
la luce ritorna
il desiderio di casa…