Parole

Cerco di usare invano parole, attrezzi impropri per scalfire il vuoto che inonda. Sono solo segni a matita su una pagina bianca, un tentativo di riempire, lasciando tracce sparse, irripetibili. Come se si potesse dare corpo ai pensieri, che invece hanno solo anima. Inutile premere sul foglio.

La linea d’orizzonte è la conferma che esistono solo domande senza risposta. Fino al punto d’infinito, la superficie del mare, fremendo, allude a movimenti indescrivibili. Nessuna formula descriverà mai una sola emozione.

No 287

Questo è uno spazio privato, del tutto simile a un diario, a quel taccuino moleskine che da anni ho l’abitudine di sporcare di parole, anche poche, anche inutili, ma lasciate su ogni pagina del calendario. Quelle rare volte che me ne dimentico, riporto sulla pagina bianca almeno una nota: il vuoto mi spaventa. Questo èContinua a leggere “No 287”