Parole

Cerco di usare invano parole, attrezzi impropri per scalfire il vuoto che inonda. Sono solo segni a matita su una pagina bianca, un tentativo di riempire, lasciando tracce sparse, irripetibili. Come se si potesse dare corpo ai pensieri, che invece hanno solo anima. Inutile premere sul foglio.

da “Solitudini pensose”, 2020

La linea d’orizzonte è la conferma che esistono solo domande senza risposta. Fino al punto d’infinito, la superficie del mare, fremendo, allude a movimenti indescrivibili. Nessuna formula descriverà mai una sola emozione.

Ricomincio da qui

Da un’altra parte scrissi così:

Che senso può avere il mio blog se non questo ?
Occuperò sporadicamente uno spazio con indizi di me, siano essi pensieri o parole o immagini o non so che.
Interessano a me, in relazione a voi. Ma voi chi ?
Non ho nulla da dire a voi, nulla di più interessante di quel che già si sente in ogni dove.
Perciò sarà per me come avere uno specchio, che si attiverà ad ogni post.
Potrei anche crearlo evitando la pubblicazione.
Eppure ho bisogno di voi (ma voi chi ?) per immaginare me stesso.
Insomma, questo spazio è reale, virtuali siete voi (ma voi chi ?)

No 287

Questo è uno spazio privato,
del tutto simile a un diario, a quel taccuino moleskine che da anni ho l’abitudine di sporcare di parole, anche poche, anche inutili, ma lasciate su ogni pagina del calendario. Quelle rare volte che me ne dimentico, riporto sulla pagina bianca almeno una nota: il vuoto mi spaventa.

Questo è uno spazio pubblico,
come il taccuino moleskine, chiunque può curiosarvi, in mia assenza.