Parole

Cerco di usare invano parole, attrezzi impropri per scalfire il vuoto che inonda. Sono solo segni a matita su una pagina bianca, un tentativo di riempire, lasciando tracce sparse, irripetibili. Come se si potesse dare corpo ai pensieri, che invece hanno solo anima. Inutile premere sul foglio.

da “Solitudini pensose”, 2020

Una foto fresca

Una foto fresca. Per questo pomeriggio di luglio che non passa. Luglio, vedrai, non finirà. Allora pensi che la neve è lontana, nel passato e anche nel futuro. Pensi che la voglia di neve deve attendere ma non riesci a scacciare questo pensiero e sogni ad occhi aperti, guardi il cielo, cancelli l’azzurro, ingrandisci la nuvola. Cerchi il cielo grigio in un angolo della memoria, annusi come per ritrovarne la traccia nell’aria, l’odore della neve che sta per arrivare. Ma sono arrivate cinque email a cui rispondere. E la pausa caffè o come la vuoi chiamare è finita. E si torna con i piedi per terra. Mentre i sogni no, loro continuano a camminare.

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cucina

stanotte ho dormito nel mio letto.

mi ha fatto bene.

ha piovuto, anche.

copiosamente.

vorrei pulire casa

abbandonata per mesi

passarla in ogni angolo

farla di nuovo mia.

la mia piccola casa, la mia tana.

i miei libri, i miei silenzi.

abbiamo sempre bisogno di un rifugio,

di riferimenti, punti d’appoggio.

stamattina va un po’ meglio.

pulire i mobili della cucina mi ha fatto bene.

anche dormire da solo.

qualcosa respiriamo sempre,

anche mentre dormiamo.

e a volte non ci fa bene.

oggi va un po’ meglio, sì.

domani rimonto la cucina.

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Anche se sembra inutile

Galliate, 2015
Galliate, 2015

Di speciale c’è solo che è la prima sera di un nuovo anno. Ho un po’ freddo, cerco il calore del primo tramonto, ma il cielo è senza nuvole, sembra colore puro sopra lo scuro dell’abitato. Come se soffermarmi in questo punto potesse riscaldare anche il mio corpo. Invece è solo l’idea di sottrarre a questo luogo qualcosa che in realtà già mi appartiene. Trattengo il respiro, scatto e vado via.