Parole

Cerco di usare invano parole, attrezzi impropri per scalfire il vuoto che inonda. Sono solo segni a matita su una pagina bianca, un tentativo di riempire, lasciando tracce sparse, irripetibili. Come se si potesse dare corpo ai pensieri, che invece hanno solo anima. Inutile premere sul foglio.

da “Solitudini pensose”, 2020

cucina

stanotte ho dormito nel mio letto.

mi ha fatto bene.

ha piovuto, anche.

copiosamente.

vorrei pulire casa

abbandonata per mesi

passarla in ogni angolo

farla di nuovo mia.

la mia piccola casa, la mia tana.

i miei libri, i miei silenzi.

abbiamo sempre bisogno di un rifugio,

di riferimenti, punti d’appoggio.

stamattina va un po’ meglio.

pulire i mobili della cucina mi ha fatto bene.

anche dormire da solo.

qualcosa respiriamo sempre,

anche mentre dormiamo.

e a volte non ci fa bene.

oggi va un po’ meglio, sì.

domani rimonto la cucina.

Credits:

Anche se sembra inutile

Galliate, 2015
Galliate, 2015

Di speciale c’è solo che è la prima sera di un nuovo anno. Ho un po’ freddo, cerco il calore del primo tramonto, ma il cielo è senza nuvole, sembra colore puro sopra lo scuro dell’abitato. Come se soffermarmi in questo punto potesse riscaldare anche il mio corpo. Invece è solo l’idea di sottrarre a questo luogo qualcosa che in realtà già mi appartiene. Trattengo il respiro, scatto e vado via.

Non ho parole

Non voglio aggiungere parole oggi, come quando spengo la radio per restare ad ascoltarmi, senza cercare di capire. Voglio che le immagini si svuotino, guardandole, o invece assorbano insensatamente ogni ipotesi. È il non detto che cerco, ostinatamente.